{"id":2602,"date":"2018-04-27T11:38:25","date_gmt":"2018-04-27T09:38:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/?p=2602"},"modified":"2018-04-27T11:38:25","modified_gmt":"2018-04-27T09:38:25","slug":"quale-memoria-una-riflessione-nella-ricorrenza-del-25-aprile-e-della-prima-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/?p=2602","title":{"rendered":"QUALE MEMORIA? UNA RIFLESSIONE NELLA RICORRENZA DEL 25 APRILE E DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE"},"content":{"rendered":"<p>Crea una certa emozione trovarsi qui riuniti nel giorno della festa nazionale della liberazione, nell\u2019anno di chiusura del l\u2019anniversario della prima guerra mondiale e in uno dei tanti campi di battaglia dove si \u00e8 consumata una inutile strage&#8230;<br \/>\nCrea una certa emozione essere qui per ricordare e conseguentemente per non dimenticare.<br \/>\nPenso a quante celebrazioni civili e culturali si sono date in questi anni di anniversario; accompagnate, pure, da rievocazioni storiche, dal restauro di trincee, di musei e quant\u2019altro ne appartenga.<br \/>\nDue anni fa, mosso da una personale curiosit\u00e0 storica, ho avuto modo di visitare il nuovo allestimento dedicato alla prima guerra mondiale al Museo di Storia Militare di Vienna. Sinceramente per quanto ci si sta adoperando per non perdere la memoria storica \u00e8 molto interessante e utile ma, pi\u00f9 volte, mi sono chiesto: che memoria stiamo vivendo? Fatta di bei discorsi, di ripristini monumentali, per intenderci, o c\u2019\u00e8 un qualcosa in pi\u00f9? Anche se siamo i figli, i nipoti o i pronipoti di chi ha sofferto, patito la fame, rischiato la vita, di chi ci ha lasciato le penne: che memoria portiamo dentro di noi di un conflitto bellico causato, dove anche i ben pensanti italiani di allora e non la povera gente, hanno giocato le loro carte nel provocarla?<br \/>\nPongo questo interrogativo perch\u00e9, sommariamente, sembra di assistere a un vuoto di senso; come se non avessimo ben capito la lezione ricevuta. Questo, perch\u00e9: da una parte, perch\u00e9 l\u2019ingordigia umana continua a mietere le sue vittime attraverso sempre nuovi conflitti bellici.Dall\u2019altra, perch\u00e9 \u00e8 in forte pericolo il senso di essere una \u201ccasa\u201d sia come Nazione, sia come Europa, sia come singola realt\u00e0 territoriale.<br \/>\nChe cos\u2019\u00e8 una casa? (Qui mi avvalgo del pensiero di David Grossman)<br \/>\nLa casa \u00e8 un luogo le cui mura, i suoi confini, sono ben chiari e accettati. La cui esistenza \u00e8 stabile, solida, rilassata. Dove i suoi abitanti conoscono dei codici intimi di vita; le cui relazioni al suo interno e con il vicinato sono fraterne, risolte. La casa \u00e8 il luogo anche dell\u2019incontro, dell\u2019amicizia sincera, del rispetto reciproco. Dove si proietta il senso del futuro.<br \/>\nSe penso ai racconti dei miei genitori le nostre famiglie, i nostri paesi, l\u2019Italia stessa, si \u00e8 sempre ripresa perch\u00e9 c\u2019era un forte senso di casa non solo nelle famiglie ma anche nelle istituzioni. Ma se guardiamo ora, anche ai nostri piccoli centri rurali, che con il boom economico degli anni addietro hanno e continuano a conoscere uno sviluppo non indifferente, si pu\u00f2 parlare ancora del senso di essere una casa? Il rischio \u00e8 sempre quello: noi possiamo essere dei bei Paesi, dove in un certo senso si sta bene; possiamo essere, per cos\u00ec dire, anche una bella famiglia dove, pure, non ci manca il confort necessario, ma aver perso il carisma dell\u2019essere una casa. Un luogo di accoglienza, di solidariet\u00e0, di comunione, di rispetto.<br \/>\nSi \u00e8 una casa quando ci si adopera per la comunione. Non si \u00e8, invece, una casa quando prevale l\u2019ingordigia del denaro, del possedere. Quando \u00e8 presente la prepotenza di qualsiasi potere. Quando c\u2019\u00e8 lo sfruttamento del creato, delle persone, del lavoro. Quando si diventa, in un certo senso, complici di certe forme di strozzinaggio mettendo le famiglie in ginocchio. Quando non si educa pi\u00f9 al rispetto altrui e al bene comune. Quando i nostri ambienti parrocchiali, istituzionali, scolastici, sanitari &#8230;&#8230;. diventano funzionali trascurando l\u2019attenzione dell\u2019altro. Dimenticando che ogni uno di noi \u00e8 custode del proprio fratello senza grado di parentela.<br \/>\nQualche giorno fa mi \u00e8 capitato un piccolo episodio molto curioso. Una persona \u00e8 venuta a trovarmi, perch\u00e9 desiderava mostrarmi un libretto delle preghiere appartenuto a suo nonno. Gli era stato consegnato dal ordinariato militare prima di andare al fronte nel 1915. Un libretto tenuto caro dalla famiglia, perch\u00e9 quelle pagine portano con se una storia, la paura di quei momenti. La sofferenza e, penso, i mille interrogativi sul senso del fronte. Ma ancora di pi\u00f9 contengono la speranza di un uomo di fede, di tener salva la vita, di poter ritornare a casa dai suoi cari e continuare a realizzare il desiderio dell\u2019essere una casa. Come, pure, non possiamo dimenticare le vicende delle nostre parrocchie costrette ad emigrare altrove e accolte da altre comunit\u00e0 cristiane, perch\u00e9 quel senso di essere una \u201ccasa\u201d dato dalla fede era forte.<br \/>\nCos\u00ec, penso, che la memoria alla quale siamo chiamati, anche in questo giorno di festa, a portare dentro il nostro vissuto debba essere una memoria di sofferenza, perch\u00e9 ogni forma di conflitto tra le persone, tra le nazioni \u00e8 una inutile strage. Ma anche perch\u00e9 nella sofferenza l\u2019uomo non dimentica la propria vocazione di amare il prossimo come se stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crea una certa emozione trovarsi qui riuniti nel giorno della festa nazionale della liberazione, nell\u2019anno di chiusura del l\u2019anniversario della prima guerra mondiale e in uno dei tanti campi di battaglia dove si \u00e8 consumata una inutile strage&#8230; Crea una<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2602"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2602"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2602\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2603,"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2602\/revisions\/2603"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.collaborazionepontedipiave.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}